Foto di Marcosibillini97, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons
Viaggi
Montegallo è sempre stata una terra di passaggio: di chi transitava con le greggi e le merci, di chi l'ha descritta nei suoi libri, di chi è partito in cerca di lavoro.
Una terra di passaggio
Secondo alcuni storici Santa Maria in Lapide era una tappa del diverticolo romano tra Arquata ed Helvia Recina. La strada restò in uso nel Medioevo e collegava Arquata, Montegallo, Montemonaco, Montefortino, Amandola, Sarnano e San Ginesio, fino a Colfiorito a nord e a Forca Canapine e Castelluccio a sud. Ci passavano pastori e mercanti: un traffico che dava reddito a tutto il paese.
I viaggiatori che l'hanno descritta
L'umanista Flavio Biondo, nella sua Italia Illustrata, scritta tra il 1448 e il 1453, dedica un ritratto al territorio dei Sibillini. Più tardi il geografo olandese Paulus Merula, nella Cosmographiae generalis libri tres pubblicata ad Amsterdam nel 1605, cita una grotta molto vicina a Montegallo, nel cuore dei monti della Sibilla.
Il viaggio di un frate
Marco da Montegallo partì da qui per predicare in mezza Italia, dalle Marche al Veneto, fondando Monti di Pietà lungo la strada. La sua storia è nella pagina Personaggi.
I viaggi di chi è partito
Dagli anni Sessanta e Settanta molti montegallesi emigrarono verso Germania, Svizzera, Brasile e altre destinazioni; al ritorno, tanti si stabilirono nelle città più grandi anziché in paese. È la ragione principale per cui un comune che aveva superato i 3.000 abitanti oggi ne conta poche centinaia.
Hai lettere, foto o racconti di famiglia legati all'emigrazione da Montegallo? Questa pagina vuole raccoglierli, con il permesso di chi li condivide.
Fonti: CAI Ascoli Piceno, Marche Outdoor, sito del Comune di Montegallo, Wikipedia.