Foto di Pietro, CC BY-SA 4.0, da Wikimedia Commons
La nascita del Comune
Un castello sul monte. Dell'epoca antica non restano documenti scritti: solo punte di freccia e ghiande missili, i proiettili da fionda, fanno pensare a scontri combattuti in queste valli. Nel Medioevo la zona era conosciuta come Santa Maria in Lapide, dal nome della chiesa che ancora la domina.
Secondo la tradizione, nell'VIII secolo un vicario di Carlo Magno di nome Marchio Gallo fece costruire un castello sulla cima del monte che sovrasta l'attuale Balzo: era il Mons Sanctae Mariae in Gallo, rifugio per gli abitanti di tutta la valle.
Il nome. La tradizione lega il nome a Marchio Gallo. I dizionari di toponomastica propongono invece «monte» più il germanico wald, cioè bosco: Montegallo sarebbe quindi il «monte del bosco».
Monaci, Ascoli e Montalto
Dal X secolo gran parte del territorio passò ai monaci farfensi di Santa Vittoria in Matenano, grazie alle donazioni dei signori locali. Nel 1039 Montegallo entrò nella giurisdizione dell'Abbazia di Farfa, dove restò fino al 1572. Dal 1250 entrò anche nell'orbita di Ascoli: il castellano doveva essere un cittadino ascolano e ogni anno il castello offriva il Palio nella festa di Sant'Emidio. Il nome Mons Sanctae Mariae in Gallo compare nelle Costituzioni Egidiane del 1357. Nella seconda metà del Trecento il territorio fu segnato dalle lotte tra guelfi e ghibellini. Nel 1572 passò al Presidato Sistino di Montalto.
La discesa a Balzo
Nel Cinquecento, in tempi più tranquilli, gli abitanti lasciarono la cima per luoghi più comodi. Nel 1580 nel castello vivevano solo 13 famiglie, insieme al palazzo comunale e alla casa del parroco. Con le pietre del castello nacque più in basso Balzo; nel 1639 vi erano già gli uffici e le case dei funzionari, e a metà Seicento il castello era ridotto a rovine. Balzo è ancora oggi il capoluogo: piccolo, quasi al centro del territorio, con il municipio, la chiesa di San Bernardino e i palazzi delle famiglie notabili.
Un comune di frazioni
Montegallo non si è mai raccolto intorno a un vero centro: è un insieme di borghi un tempo autonomi, ciascuno rappresentato dalle sue famiglie nel governo comune. In un elenco dello Stato Pontificio del 1836 figura come frazione di Arquata, con 1.766 anime. Con l'Unità d'Italia diventò comune del Regno d'Italia.
Il Novecento e il terremoto
Il paese arrivò a superare i 3.000 abitanti; dagli anni Sessanta e Settanta l'emigrazione lo ha svuotato (vedi Viaggi). Le scosse del 24 agosto 2016 (magnitudo 6.0) e del 30 ottobre 2016 (6.5) hanno reso inagibile quasi tutto il comune e la popolazione fu ospitata negli alberghi della costa. Oggi la ricostruzione riguarda tutte le 23 frazioni: strade, chiese, spazi pubblici.
Le date
| VIII secolo | Castello di Marchio Gallo, secondo la tradizione |
|---|---|
| 1039 | Giurisdizione dell'Abbazia di Farfa |
| 1250 | Entra nell'orbita di Ascoli |
| 1357 | Mons Sanctae Mariae in Gallo nelle Costituzioni Egidiane |
| 1572 | Passa al Presidato Sistino di Montalto |
| 1580 | Solo 13 famiglie nel castello |
| metà Seicento | Castello in rovina; Balzo centro amministrativo |
| 1836 | Frazione di Arquata, 1.766 anime |
| 1861 | Con l'Unità d'Italia, comune del Regno |
| 2016 | Terremoti del 24 agosto e del 30 ottobre |
Fonti: sito del Comune di Montegallo, Wikipedia, CAI Ascoli Piceno, Commissario straordinario ricostruzione sisma 2016.